Desiderio

Desiderio

Francesco aveva trovato lo scontrino in una busta per alimenti, nello scaffale sul balcone, mentre si accingeva a svuotare la spazzatura:

DESIDERIO S.  s.a.s.
Via Dario Fiore 54
80021 Afragola NA

Seguivano il numero di telefono e la partiva iva. Il prezzo battuto non era grande: 13 euro e 79 centesimi, ma il fatto era che da quelle parti né lui né Silvia, sua moglie, andavano mai a comprare niente. Abitavano a S. Giorgio e Afragola risultava fuori dal giro. Soprattutto il nome del negozio lo inquietava: apparteneva a una catena cittadina di sex shop. Non frequentava simili esercizi e se non ci era stato lui, l’idea che ci fosse stata sua moglie lo stupiva ancor più. Per acquistare cosa? Si aprivano scenari interessanti -forse inquietanti, persino.

Escludeva la spiegazione di una buona volontà erotica della consorte, tale da farle immaginare qualche sorpresa per arrestare lo scivolamento della routine coniugale. Se ci fosse stata, si sarebbe già manifestata. Ma non c’era. Soprattutto perché sono rare le donne dotate di buona volontà erotica. Forse anche per colpa degli uomini? Chissà, rifletteva tra sé e sé Francesco. Era comunque un fatto che questa volontà nelle donne o non si manifestava mai o si produceva giusto il tempo utile ad accalappiare un principe azzurro, per poi decomporsi rapidamente.

Escludeva anche un amante della moglie cui ipoteticamente fosse destinata la sopresa erotica, se mai esisteva. Semplicemente, Silvia non era interessata alle cose del sesso. La probabilità di un terzo non lo sfiorava. Almeno non prima di allora.

Che lo scontrino fosse stato dimenticato nella busta dai coniugi Vermillo, che abitavano proprio ad Afragola ed erano stati da loro qualche sera prima? Non avevano portato qualcosa per cena? Magari sotto quella scorza di serietà si nascondeva un midollo sugoso. Giovanna Serpace in Vermillo, la biondina dalla erre moscia e dalle movenze aristocratiche, alle manovre con un giocattolo mentre il marito infilava un dvd porno? Altamente improbabile, ma a questo punto non impossibile, a sentire i suoi discorsi -inevitabilmente centrati sul lavoro. O le lamentele circa le presunte fannullaggini altrui. O le critiche circa il modo di vestire della tale. Per riuscire a godere occorre in primo luogo saper guardare se stessi.

Silvia entrò nella stanza. Aprì la finestra per rinfrescare l’ambiente, poi notò che Francesco aveva smesso di lavorare al computer e fissava il muro con aria pensierosa.

-Tutto bene tesoro?

-Sì… ma scusa: l’altra sera i Vermillo cosa hanno portato per cena?

-Hanno portato la pastiera, non ricordi?

-Ah già, è vero. E dove l’hanno comprata?

-Non lo so, Francesco! Perché, scusa, è importante? Non l’hai nemmeno assaggiata e Giovanna il giorno dopo mi ha detto, con un aggiornamento di stato su Facebook, che ci è rimasta molto male.  Sei il solito. La mia migliore amica. Non ho potuto che cliccare “Mi piace” altrimenti chi la sentiva e chi l’avrebbe rivista, poi!

-Sono il solito cosa? Il solito misantropo? Il solito cafone? Asociale, grezzo, buzzurro, cosa? Su, dimmi.

Amore,  non ha senso elencare problemi e inventar nuovi nomi al nostro regredire, che non si ferma continuando a parlare.

Silvia uscì di corsa, troncando il discorso: era in ritardo per la lezione di pilates. Francesco provò a tranquillizzarsi: accese il pc con questo “Desiderio” che non gli usciva dalla testa. Un martello pneumatico che assordava nel silenzio delle riflessioni.

Pensava: per la maggior parte degli uomini, le donne sono state fonte di sofferenza. Per la maggior parte delle donne, gli uomini sono stati fonte di sofferenza. Come se ne esce? Non se ne esce.

Poi Google, interpellato, diede il suo responso:

Gastronomia DESIDERIO S. di Salvatore Desiderio
via D. Fiore 54 – 80021 Afragola (NA)
categoria merceologica: vendita al dettaglio di paste alimentari e dolciumi.

Fissò il monitor per qualche istante. Infine sorrise appena.

Volevo ben dire -si ripetè più volte- volevo ben dire.